La Storia

Nelle storie di Verona il nome "Pellegrini" ricorre fin dal sec. XI . Ancor prima del periodo della signoria troviamo un Antonio quondam Zenone di Pellegrino tra gli anziani e i governatori di Verona. La Famiglia Pellegrini abitava allora in insulo superiori Verone e precisamente nelle vicinanze dell'attuale chiesa di S. Maria Rocca Maggiore. Dal testamento del figlio di Andrea dettato il 7 aprile 1326, si rileva che il padre possedeva terre in Mezzane, Lavagno, Marcellise ,oltre il fondo denominato La Pellegrina sito nell'odierno comune di Isola della Scala ,allora Isola dei Conti.

A fianco dei Nogarola, degli Aleardi, dei Sagramoso e di altri veronesi che favorirono il consolidarsi della Signoria Scaligera, troviamo i Pellegrini la cui storia continuò ad intrecciarsi a lungo con i della Scala dei quali erano ritenuti "intimi", venivano concessi loro privilegi ed esenzioni, Tommaso fu fattore degli Scaligeri.

Con l'avvento della repubblica di Venezia, tra i 20 ambasciatori che andarono ci fu Giovanni Pellegrini. Nel 1414 a Nicolò come "sapiente di guerra", vennero riconosciuti vari incarichi di ambascerie, dal 1418 al 1425 la Repubblica di Venezia ricorse più volte alla Famiglia dei Pellegrini, le cui prestazioni vennero poi soddisfatte con dono di rendite considerevoli e l'aggregazione alla cittadinanza veneziana.

Nel '400 vari acquisti vennero fatti nel territorio veronese, Zerpa, Arcole e San Bonifacio. Altri possedimenti si aggiungeranno poi come Verona Campo Marzo, S.Michele con la corte di Cà de Bò, S. Martino Buon Albergo, con la corte di Campalto, Caldiero, Vago, Povegliano.

Tralasciando altri personaggi e vicende accadute arriviamo a Bertoldo Pellegrini, che fu per vari anni capitano del lago di Garda con sede a Malcesine, più volte ambasciatore e conservatore delle leggi. Dal matrimonio con Pellegrina Battaglia ebbe 5 figli e 5 figlie ,di nove dei quali si hanno notizie nell'archivio familiare. Pellegrina Battaglia portò in dote i numerosi possedimenti, con terreni coltivati e case nel territorio di Castion, comune chiamato un tempo, Castion sopra Garda.

La famiglia arriva a Castion quindi verso la metà del 500,molti terreni vennero via via acquistati nei periodi successivi espandendo notevolmente i possedimenti in questa località.

Tralasciando personaggi e vicende di quegli anni, arriviamo al 1700, dei figli di Bertoldo citiamo Carlo che raggiunse il più alto grado con la nomina di maresciallo di campo nell'esercito imperiale. L'Imperatrice Maria Teresa d'Austria lo nominò Cameriere di Gran Croce, della Chiave d'Oro, e lo insignì con la famiglia dei titoli di Conte Indigeno e Magnate d'Ungheria e Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro.

Giuseppe Luigi che entrò nella Compagnia di Gesù , la sua voce echeggiò in Italia e all'Estero, di lui restano sermoni, poesie e volumi di figure bibliche.

Federico, da cui discendono i Pellegrini di oggi che si dedicò giovanissimo alla carriera militare raggiungendo il grado di Generale, rimanendo ferito nella battaglia di Torgau.

Ignazio, che ancor giovane, per interessamento del Maffei, ebbe il posto di paggio d'onore alla corte di Toscana, presso la principessa Violante di Baviera: in Firenze questi studiò architettura, ed entrò anche lui, come i fratelli nell'esercito austriaco.

Ritornato Ignazio , poi in Toscana raggiunse il grado di colonnello nel reggimento di cavalleria. Molte opere, alcune incompiute sono visibili a Pisa , Livorno e Firenze dove disegnò una cappella reale per Palazzo Pitti, un salottino e partecipò alla progettazione di parti del giardino di Boboli.

Il fratello maggiore Leonardo, lo incaricò di modificare la corte avuta dalla famiglia Battaglia, con casa e corte murata ,facendone la villa che ancora oggi si ammira.

Villa Pellegrini, è una sontuosa dimora che come per molte altre ville venete doveva attestare la crescita e l'importanza della famiglia, nel '700, con un piano nobile di stanze affrescate e decorate con stucchi e carta.

Le camere con i rivestimenti di carta sono molto particolari e simili a quanto si può ammirare nella reggia Imperiale a Vienna, dove, come scritto i fratelli Pellegrini hanno vissuto a lungo. In particolare Ignazio ha riportato a Castion, sia quanto da lui visto e conosciuto a Vienna sia quanto progettato per il giardino di Boboli a Firenze. La Villa, abitata dai proprietari fino al 1990 era al centro dell'azienda agricola, arrivando poi fino agli anni '60 del '900 ad essere la principale fonte di sostentamento per i castionesi, con le 15 mezzadrie dislocate nelle varie contrade. Il paese di Castion era prettamente agricolo con coltivazioni di bachi da seta, vite, olivo, prati e seminativi.

La parte più montuosa, è anche oggi boscata. L'agriturismo che si può vedere su questo sito è una di queste mezzadrie. Così come la Corte di Val https://agriturismoval.com/

Villa Pellegrini, è una sontuosa dimora che come per molte altre ville venete doveva attestare la crescita e l'importanza della famiglia, nel '700, con un piano nobile di stanze affrescate e decorate con stucchi e carta.



Nel '400 vari acquisti vennero fatti nel territorio veronese, Zerpa, Arcole e San Bonifacio. Altri possedimenti si aggiungeranno poi come Verona Campo Marzo, S.Michele con la corte di Cà de Bò, S. Martino Buon Albergo, con la corte di Campalto, Caldiero, Vago, Povegliano.